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Marina di Mancaversa, in via Camogli, 13

Il Salento, terra di ulivi e muretti a secco, è la parte più a sud della Puglia...

Cosa fare nelle sere d'Estate nel Salento

           

Calimera (LE)

Calimera (LE)

Calimera è un termine grìco e vuol dire “buongiorno” anche se bisogna tener conto del contesto e quindi il significato era riferito al centro abitato e, molto probabilmente, può essere interpretato col significato di “bel luogo”. E’ compreso nel territorio della Grecìa Salentina e sorge su un’antica postazione di sosta per far risposare i cavalli, lungo la via Traiano-calabra (prolungamento della via Appia) che collegava Lecce con il porto di Otranto.
Antica viabilità del Salento
Calimera storicamente era legata a Martano fino al 1599, anno in cui le due comunità vennero staccate amministrativamente e i Signori che si si succedettero furono: Gli Hugot, i Gesualdo e i Cataleda.

Del borgo antico rimangono pochissime tracce, ma del periodo neolitico e dell’età del bronzo invece rimangono tantissime testimonianze, particolarmente i Dolmen Placa e Gurgulante.

A Calimera si parla il grìko e nel XX secolo è stato il centro più attivo in merito alla ricerca grecofona e alla conservazione della lingua grìka e a tal proposito è bene ricordare che il merito va ad importanti letterati come Vito Domenico Palumbo, Pasquale Lefons, Giuseppe GabrieliGiannino Aprile.

L’impegno e le ricerche di questi importanti personaggi hanno reso il popolo greco molto vicino agli abitanti di Calimere, tant’è vero che nel 1960 la città di Atene donò una meravigliosa stele marmorea attica del IV sec a. C. come segno di una comune origine e civiltà. L’epigrafe infatti recita: “Zeni Esù En Ise Ettà ’s Ti Calimera” Straniera tu non sei qui a Calimera.

Tra i monumenti artistici, di culto e militari:

Tra i monumenti da visitare sono la parrocchiale dedicata al Santo protettore: San Brizio. Una Chiesa ricostruita nel 1689 dove è possibile assistere al rito greco e all’interno, lungo la navata unica, è possibile ammirare lo splendore degli altari in stile Barocco e una interessante tela raffigurante la Madonna in gravidanza.

Una cappella dedicata a San Vito, si trova al di fuori del centro abitato e , il giorno di pasquetta, diviene luogo di attrazione: all’interno si trova la ormai famosa Pietra Forata di epoca precristiana dal quale foro, le persone che lo desiderano, effettuano il rito del passaggio come simbolo di rinascita e fertilità.

Un’altra cappella, questa volte semipogea con volta a botte e risalente al XI sec. è situata in località San Biagio e all’interno un bellissimo affresco dedicato al santo.

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