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nel Salento
:: MAGLIE(LE)::
Maglie, capitale economica del basso Salento.
In età storica, il più antico insediamento documentato si data tra il IX e XI secolo, al tempo della cosiddetta seconda colonizzazione bizantina.
La struttura del primo centro urbano è rimasta quasi intatta con i suoi due agglomerati umani (isole): isola di San Nicolò (un'area di forma ovoidale dove sorge il palazzo baronale - oggi sede del ginnasio-liceo Capece – e il largo delle Ferrarie nell'800, attuale largo nord di piazza Moro) e isola-strada di mezzo (la via maestra del paese), da cui si diramavano stradine tortuose (strittule) e vicoli senza uscita (curti).
Dove oggi sorge il monumento a Francesca Capece, ultima feudataria magliese, era Lo Segiu, l'antico seggio o sedile del Municipio, che troverà tra il 1840-43, sul lato est della piazza, la sua definitiva sede, grandiosa per l'epoca.
Nei primi dell'800 l'aspetto urbano comincia a trasformarsi: sorgono palazzi in pietra leccese e il caldo color ocra della pietra conferisce alla città un'aria di raffinata e suggestiva bellezza.
Nel 1832 fu costruita la strada provinciale Lecce-Leuca, che, passando per la strada di mezzo, si incrocia nel 1855 con la Ferdinandea Salentina (Gallipoli-Otranto). Maglie, posta al centro di una fitta rete viaria che, viene a trovarsi in una posizione privilegiata che ne favorirà lo sviluppo tale da ottenere nel 1890, con decreto umbertino, il titolo di regia città.
Infatti dal 1880 al 1890 Maglie raggiunge il punto culminante della parabola ascendente della sua fortuna.
::CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO::
Venne costruita dal 1884 al 1897 grazie all'interessamento di un frate dei Minori, fra Luigi originario di Bitonto, devoto ai Santi Medici.
L'interno è a pianta ovale con l'asse lungo disposto nel senso della lunghezza. Su uno degli altari laterali si conserva un bellissimo esemplare di statua in cartapesta raffigurante Santa Lucia, eseguito nel 1913 dal Gallucci di Lecce
::CHIESA MADONNA DI COSTANTINOPOLI::
Abbattuta nel 1884 iniziarono i lavori per la nuova chiesa nello stesso anno, ma si arrestarono ben presto per mancanza di fondi. La chiesa fu completata nel 1895.
Interessanti sono un quadro a rilievo raffigurante la Madonna e la stauta di Sant'Antonio da Padova eseguite dal leccese Giuseppe Manzo e le porte opera del magliese Luigi Piccinno.
Nel 1939 venne annesso il convento dei frati Cappuccini.
::COLONNA MADONNA delle GRAZIE ::
La Colonna in pietra leccese, a fusto liscio, alta 15 metri viene eretta tra il 1684-1687, committente la Confraternita della Natività detta anche Congregazione della Madonna delle Grazie.
Non è noto il nome dell'artefice ma la tipologia rispecchia quella della colonna marmorea di S. Oronzo a Lecce dello Zimbalo. Sul basamento quadrangolare sono collocate ai lati le statue dei quattro protettori di Maglie: S. Nicola, S. Oronzo, S. Antonio da Padova e S. Leonardo. In cima, su di un capitello corinzio svetta la statua della Vergine.
Alla fine del 1900 un fulmine danneggiò in modo irreparabile la statua e parte del capitello. Fu così che per ben 17 anni la colonna rimase decapitata. Fu affidata allo scultore magliese Luigi De Pascalis la realizzazione della nuova statua. Il busto della statua seicentesca della Vergine, caduta nel 1900, è attualmente collocata nel Largo Madonna delle Grazie.
Questa colonna è stata resa celebre dallo schizzo del pittore francese Jean Louis Despréz (1778) conservato all'Accademia di Belle Arti di Stoccolma, che servì come guida per la bellissima incisione che lo stesso autore fornì il 1781 per le pagine del Voyage pittoresque, ou description des Royames de Naples et de Sicile (Parigi 1771-1786), opera dell'abate C. Richard de Saint-Non.
::DUOMO E CHIESA della COLLEGGIATA::
E' la principale chiesa della città e mantiene la denominazione alla greca di chiesa Grande.
Non si conosce il progettista tuttavia, attraverso comparazioni stilistiche è possibile fissare la costruzione nella seconda metà del '700.
Sprovvista del fastigio, s'impone per la monumentalità delle proporzioni e, soprattutto, per il suo andamento e per la una dimensione decorativa estremamente elaborata.
L'interno a croce latina presenta tre ampie navate voltate alla leccese ed impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfano e dipinti mano. Il Maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia ed ai capialtare da quelle degli apostoli Pietro e Paolo. L'organo è settecentesco
Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento, rivestita di marmi policromi, opera del marmoraro napoletano Domenico d'Aloia.
::IL CAMAPNILE::
Alto circa 48 m. è il più alto campanile della provincia, dopo quello della cattedrale di Lecce, e realizzato, molto probabilmente, tra il 1686 e il 1690.
E' in pietra leccese a cinque piani, di cui i primi quattro a sezione quadrata composti architettonicamente negli ordini dorico, ionico, corinzio, tuscanico e l'ultimo ottagonale con il cupolino maiolicato con una croce sommitale.
::MONUMENTO a FRANCESCA CAPECE::
Opera della scultore ruffanese Antonio Bortone, la cui bottega d'arte era a Firenze, dove rivestiva un ruolo significativo fra gli artisti più importanti dell'epoca.
La statua, in marmo bianco di Carrara, ritrae l'anziana nobildonna seduta su di una poltrona a braccioli, stile impero, vestita secondo la moda ottocentesca mentre appoggia con affetto la mano sinistra sulla spalla di un adolescente, e con la destra gli offre la croce, simbolo della fede, e un libro, simbolo della conoscenza. Il giovanetto, seminudo quasi a significare la pura semplicità dell'adolescenza di fronte all'istruzione, presenta la mano sinistra su uno scudo con l'impresa di Maglie.
::OPIFICIO dei FRATELLI PICCINNO::
Sorge nei primi del ‘900 come edificio per esposizione di mobili ed opificio dei fratelli Piccinno, rappresentò una delle costruzioni destinate alla produzione artigianale , tra le più eleganti dell'intera Città. L'edificio in cui operava l'Azienda, fondata nel 1863, subì un incendio di origine dolosa che determinò nel 1926 il tracollo dell'avviato "Stabilimento di ebanisteria" che esponeva le proprie opere nelle esposizioni internazionali organizzate sia in Europa che in America. Il dissesto dell'Azienda portò alla diaspora dei dipendenti, molti dei quali si organizzarono in botteghe artigiane autonome continuando quella produzione di qualità che ha fatto conoscere il nome di Maglie nel mondo. L'opificio fu trasformato in "Agenzia Coltivazioni Tabacchi-Magazzino sussidiario" fino allo smantellamento avvenuto nel 1995.
Nel 2004 l'Amministrazione comunale ha individuato tale edificio quale futura prestigiosa sede del Museo del Patrimonio industriale cittadino
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