|
![]() <<< TORNA INDIETRO Pasqua 2010 Offerte Vacanze in b&b A Giurdignano Il rito è molto antico ed alcuni studi lo fanno risalire al periodo medioevale. Pare che in origine fosse un atto di bontà fatto dai nobili del posto verso le persone meno abbienti i quali, quindi, imbandivano delle tavole colme di pietanze e le donavano ai bisognosi. Le tavole vengono preparate come devozione da persone che hanno ricevuto una grazia dal santo. Al rito sono chiamati a partecipare altri"santi". Il loro numero è in funzione del voto fatto, parte da un minimo di tre e può arrivare fino a tredici santi senza mai essere in numero pari. A Gallipoli la “Settimana Santa” è tra le più articolate, antiche e sentite del Salento. I riti si consumano in un clima di mestizia, di lutto per concludersi a tarda notte di sabato quando, finalmente suoneranno le campane per annunciare la Pasqua. Si recitano, “Mille Ave Maria” per consolare la madre di Gesù, la Desolata. Orazioni, canti, processioni, lamentazioni, concerti, esecuzioni di brani settecenteschi detti “frottole”, visite ai Sepolcri, benedizione del mare al fischio delle sirene dei natanti. Assistere alla vestizione della statua della Madonna nella chiesa di Santa Maria degli Angeli è un'esperienza suggestiva e coinvolgente. La cerimonia inizia rispettando un rituale mai mutato nel tempo: le viene messo un abito di seta nera e ricamato in oro. ::VENERDI dell'ADDOLORATA:: antecedente alla Domenica delle Palme, la Vergine viene portata in processione a benedire il mare. Grande è il fermento delle Confraternite e dell'intera comunità gallipolina la quale, stringendosi intorno all'immagine dell'Addolorata, vive questo momento di profondo sentimento religioso, compartecipando così ai Dolori della Vergine. ::Il GIOVEDI SANTO:: La visita ai "Sepolcri": nelle chiese confraternali e nella cattedrale di Gallipoli. E' la giornata liturgica dedicata alla celebrazione dell'Eucaristia. Folle di fedeli si recano nelle chiese per adorare il Santissimo, mentre le processioni dei confratelli incappucciati, in segno di anonimato, iniziano il loro pellegrinaggio con lento incedere, scandito dal rullo di tamburi e dal lamentoso sibilo della tromba. Alcune confraternite hanno l'antico privilegio di indossare, in questa occasione, il capello da pellegrino ed il bordone. ::Il VENERDI SANTO:: La processione dei Misteri:L'Urnia Il venerdì Santo le confraternite del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano la toccante processione dei Misteri. I confratelli vestono saio, cappuccio rosso e mozzetta celeste ed indossano la corona di spine. Il suono della truzzola chiama le varie statue di cartapesta raffiguranti le diverse fasi della Passione di Cristo. La processione si completa all'alba del SABATO SANTO, quando il simulacro della Maria Desolata incontra, davanti al mare, il Fglio Morto per l'estremo saluto. ::LA CAREMMA:: è un fantoccio allegorico raffigurante una vecchia, abbigliata con abiti scuri e mesti. Rappresenta la penitenza quaresimale. La domenica di Pasqua viene incendiata, sancendo la fine dei rigori penitenziali della quaresima e annunciando la resurrezione di Gesù Cristo. Nella Grecìa Salentiana.. i canti di Passione Le tradizioni popolari ancora oggi vive nel Salento assumono in occasione della preparazione alla Pasqua un carattere di partecipazione emotiva particolarmente forte. Tradizione propria dei paesi di lingua grika è il Canto di Passione (“Passiuna tu Christù”) o Santu Lazzaru. Si tratta di una tradizione in cui la poesia e la musica popolare si fondono con i sentimenti religiosi e la volontà di espiazione che precede la Pasqua. Il sabato prima della Domenica delle Palme, giorno di San Lazzaro, o comunque nella settimana che precede appunto questa giornata, tre cantori, generalmente un organettista e due voci, si recavano nei paesi di lingua grika e, agli angoli delle strade, cantavano e recitavano episodi della vita di Cristo. Portavano con loro un ramo di ulivo decorato con nastri rossi, immagini sacre e arance. Il canto, di autore anonimo, era tramandato oralmente ed è costituito da circa 70 strofe che raccontano episodi della vita di Gesù e della Passione, in alcuni casi i cantori aggiungono episodi di vita privata riferiti a parenti o vicini di casa. Il giorno di Pasquetta, invece, porta all’attenzione dei più in Grecìa Salentina, i riti legati alla Cappella di San Vito e la pietra forata di Calimera.
|
|---|