eventi a Pasqua

Marzo 2010

:: A GIURDIGNANO::
 18 e 19 marzo di ogni anno a Giurdignano e ad Uggiano La Chiesa ed in misura minore in altri centri, si celebra l'antichissimo il rito delle "Tavole di San Giuseppe".

4 Aprile 2010
::A GALLIPOLI ::
3 aprile. VENERDì dell'ADDOLORATA - Il venerdì antecedente la Domenica delle Palme la Confraternita di Maria SS. del Monte Carmelo e della Misericordia celebra la festa di Maria SS. Addolorata preceduta da un solenne Settenario a Lei dedicato.

ore 12:00 dalla Chiesa del Carmine parte la processione solenne che raggiunge la Basilica Cattedrale di S. Agata; subito dopo la Celebrazione Eucaristica.
Subito dopo, la processione continua per le vie della Città nuova, sostando in tutte le Chiese Parrocchiali per un momento di preghiera e per la riesecuzione degli Oratori Sacri. A sera, rientrando dalla Città nuova, la processione sosta sulle mura sovrastanti il porto mercantile per la benedizione al mare e ai naviganti.
9 aprile. GIOVEDì SANTO - ore 21 - La visita ai "Sepolcri": nelle chiese confraternali e nella cattedrale di Gallipoli.

10 aprile. VENERDì SANTO - ore 17 - La processione dei Misteri:L'Urnia

11 aprile. SABATO SANTO - ore 3 -dalla chiesa di S. Maria della Purità i confratelli dell'omonima congrega, porterà in processione le statue di Gesù morto e della Madonna della Croce per l'estremo saluto.

 


::Nella GRECìA SALENTINA ::


 
 


 
 
 


 
 
 
 

 







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Pasqua 2010
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A Giurdignano
Il rito è molto antico ed alcuni studi lo fanno
risalire al periodo medioevale. Pare che
in origine fosse un atto di bontà fatto dai nobili
del posto verso le persone meno abbienti i quali,
quindi, imbandivano delle tavole colme di pietanze e le
donavano ai bisognosi. Le tavole vengono preparate
come devozione da persone che hanno ricevuto una
grazia dal santo. Al rito sono chiamati a partecipare
altri"santi". Il loro numero è in funzione
del voto fatto, parte da un minimo di tre
e può arrivare fino a tredici santi
senza mai essere
in numero pari.


A Gallipoli

la “Settimana Santa” è tra le più articolate,
antiche e sentite del Salento.
I riti si consumano in un clima di mestizia,
di lutto per concludersi a tarda notte di
sabato quando, finalmente suoneranno
le campane per annunciare la Pasqua.
Si recitano, “Mille Ave Maria” per consolare
la madre di Gesù, la Desolata.
Orazioni, canti, processioni, lamentazioni,
concerti, esecuzioni di brani settecenteschi
detti “frottole”, visite ai Sepolcri, benedizione
del mare al fischio delle sirene dei natanti.

Assistere alla vestizione della statua della Madonna
nella chiesa di Santa Maria degli Angeli è
un'esperienza suggestiva e coinvolgente.
La cerimonia inizia rispettando un rituale
mai mutato nel tempo: le viene messo un abito di
seta nera e ricamato in oro.

::VENERDI dell'ADDOLORATA::
antecedente alla Domenica delle Palme, la
Vergine viene portata in processione a
benedire il mare. Grande è il fermento delle
Confraternite e dell'intera comunità gallipolina
la quale, stringendosi intorno all'immagine
dell'Addolorata, vive questo momento
di profondo sentimento religioso, compartecipando
così ai Dolori della Vergine.

::Il GIOVEDI SANTO::
La visita ai "Sepolcri": nelle chiese confraternali
e nella cattedrale di Gallipoli. E' la giornata liturgica
dedicata alla celebrazione dell'Eucaristia.
Folle di fedeli si recano nelle chiese per adorare
il Santissimo, mentre le processioni dei
confratelli incappucciati, in segno di anonimato,
iniziano il loro pellegrinaggio con lento incedere,
scandito dal rullo di tamburi e dal lamentoso
sibilo della tromba. Alcune confraternite hanno
l'antico privilegio di indossare, in questa
occasione, il capello da pellegrino ed il bordone.

::Il VENERDI SANTO::
La processione dei Misteri:L'Urnia
Il venerdì Santo le confraternite del Santissimo
Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano
la toccante processione dei Misteri.
I confratelli vestono saio, cappuccio rosso
e mozzetta celeste ed indossano la corona
di spine. Il suono della truzzola chiama le
varie statue di cartapesta raffiguranti le diverse
fasi della Passione di Cristo. La processione
si completa all'alba del SABATO SANTO,
quando il simulacro della Maria Desolata
incontra, davanti al mare, il Fglio Morto per
l'estremo saluto.

::LA CAREMMA::
è un fantoccio allegorico raffigurante una
vecchia, abbigliata con abiti scuri e mesti.
Rappresenta la penitenza quaresimale. La domenica
di Pasqua viene incendiata, sancendo la fine
dei rigori penitenziali della quaresima e annunciando
la resurrezione di Gesù Cristo.


Nella Grecìa Salentiana.. i canti di Passione
Le tradizioni popolari ancora oggi vive nel
Salento assumono in occasione della preparazione
alla Pasqua un carattere di partecipazione
emotiva particolarmente forte
.
Tradizione propria dei paesi di lingua grika
è il Canto di Passione (“Passiuna tu Christù”) o
Santu Lazzaru. Si tratta di una tradizione
in cui la poesia e la musica popolare si
fondono con i sentimenti religiosi e la volontà
di espiazione che precede la Pasqua. Il sabato
prima della Domenica delle Palme
, giorno
di San Lazzaro, o comunque nella settimana
che precede appunto questa giornata, tre cantori,
generalmente un organettista e due voci,
si recavano nei paesi di lingua grika e,
agli angoli delle strade, cantavano e
recitavano episodi della vita di Cristo.
Portavano con loro un ramo di ulivo decorato
con nastri rossi, immagini sacre e arance.
Il canto, di autore anonimo, era tramandato
oralmente ed è costituito da circa 70 strofe che
raccontano episodi della vita di Gesù e della
Passione, in alcuni casi i cantori aggiungono
episodi di vita privata riferiti a parenti o vicini
di casa. Il giorno di Pasquetta, invece,
porta all’attenzione dei più in Grecìa Salentina,
i riti legati alla Cappella di San Vito e
la pietra forata di Calimera
.