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I Riti Pasquali a Gallipoli

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iti religiosi e usanze popolari della Pasqua a Gallipoli

Il Venerdì Santo si svolge in un clima di mestizia e lutto. Davvero suggestivo.

Stefano e Chiara - da Perugia

Venerdì dell’Addolorata

Antecedente alla Domenica delle Palme, la Vergine viene portata in processione a benedire il mare. Grande è il fermento delle Confraternite e dell’intera comunità gallipolina la quale, stringendosi intorno all’immagine dell’Addolorata, vive questo momento di profondo sentimento religioso, compartecipando così ai Dolori della Vergine.

La Settimana Santa a Gallipoli

la “Settimana Santa” è tra le più articolate, antiche e sentite del Salento.
I riti si consumano in un clima di mestizia, di lutto per concludersi a tarda notte di sabato quando, finalmente suoneranno le campane per annunciare la Pasqua.
Si recitano, “Mille Ave Maria” per consolare la madre di Gesù, la Desolata. Inoltre, orazioni, canti, processioni, lamentazioni, concerti, esecuzioni di brani settecenteschi detti “frottole”, visite ai Sepolcri, benedizione del mare al fischio delle sirene dei natanti.

Assistere alla vestizione della statua della Madonna nella chiesa di Santa Maria degli Angeli è un’esperienza suggestiva e coinvolgente. La cerimonia inizia rispettando un rituale mai mutato nel tempo: le viene messo un abito di seta nera e ricamato in oro.

Il Giovedì Santo. I Cibori o Sepolcri

Il Giovedì Santo, in tutte le Chiese dei paesi salentini, in particolare in quelle del centro storico, successivamente alla liturgica Istituzione delle Specie Eucaristiche, le varie comunità parrocchiali, la cittadinanza e le Confraternite, si recano in pellegrinaggio a visitare i Cibori in cui è collocata l’Eucarestia. Ogni Congregazione si reca con i propri confratelli incappucciati e vestiti delle insegne, come testimonianza di antichi privilegi, in alcuni casi aggiungono alla divisa anche un cappello e un bordone da pellegrino. La cultura popolare chiama impropriamente i Cibori col nome di “Sepolcri”.

I Sepolcri quindi, vengono addobbati con sete e damaschi multicolori e sono incorniciati da ricche composizioni floreali il cui risalto maggiore è dato al grano fatto germogliare al buio un paio di settimane prima, come simbolo di fertilità e del nutrimento che proviene dalla parola e dalla fede in Cristo.

La visita ai “Sepolcri”: nelle chiese confraternali e nella cattedrale di Gallipoli. E’ la giornata liturgica dedicata alla celebrazione dell’Eucaristia.
Folle di fedeli si recano nelle chiese per adorare il Santissimo, mentre le processioni dei confratelli incappucciati, in segno di anonimato, iniziano il loro pellegrinaggio con lento incedere, scandito dal rullo di tamburi e dal lamentoso sibilo della tromba. Alcune confraternite hanno l’antico privilegio di indossare, in questa occasione, il capello da
pellegrino ed il bordone.

 

I fedeli visitano i Sepolcri allestiti nelle chiese dei propri paesi e dei paesi limitrofi, fino a notte fonda in attesa dei riti del Venerdì Santo.

Il Venerdì Santo

Il Venerdì Santo a Gallipoli è un vero e proprio evento.
In un clima di devozione e di venerazione, un sentimento di interna afflizione seguito da un senso di rassegnata amarezza, i fedeli accompagnano in processione, dal tramonto del Venerdì alle prime ore della notte del Sabato Santo, le statue dei Misteri dolorosi e la Tomba di Cristo.

Durante la processione dei Misteri, le confraternite del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano la toccante processione dei Misteri. I confratelli vestono saio, cappuccio rosso e mozzetta celeste ed indossano la corona di spine. Il suono della “truzzola” chiama le varie statue di cartapesta raffiguranti le diverse fasi della Passione di Cristo. La processione si completa all’alba del Sabato Santo.

Il Sabato Santo

All’alba del Sabato Santo inizia la processione di Maria Desolata alla volta dell’incontro con il Cristo Morto. Le statue del Cristo Morto e di Maria, portate in processione dagli incappucciati, si incontrano al largo della Chiesa della Purità, davanti al mare e immersi in un rispettoso silenzio, si svolge la scena più desolante: l’estremo saluto al Figlio morto.

Partecipare ai riti del Venerdì Santo a Gallipoli si rivela un’esperienza unica, indipendentemente dall’orientamento religioso. Tutto si svolge in un silenzio voluto, in segno di rispetto. Gli unici suoni che si percepiscono derivano dal fruscìo del mare, il calpestìo di migliaia di fedeli, turisti e passanti occasionali, il suono lungo e straziante della tromba e l’inquietante “trozzula”, che richiama alla mente i catenacci e le ossa che si rompono sotto i colpi violenti di fruste e bastoni.

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