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Il Castello di Fulcignano a Galatone (LE)

Castello di Fulcignano

Sulla cima di una collinetta presso Galatone si ergono tra gli ulivi i ruderi imponenti del castello di Fulcignano. Il toponimo, secondo alcuni, verrebbe da “Filace” nel significato di “custode”, forse perché la rocca, in posizione dominante, spaziava la vista sui campi circostanti. Secondo altri il termine deriva dal greco “Fulacà”, cioè “cosa nascosta”,
piuttosto che al latino “fulcire”, “puntellare, ergere su cavalletti”. Tuttavia, nei documenti, troviamo il sito censito come Furcignano (1192 e 1335), Zurfiniani (fine del 1200) o Furciniani (1426).
Le prime notizie sul casale di Fulcignano risalgono alla metà del XII sec. Nel 1719 Antonio Sanfelice, vescovo di Nardò, nel resoconto della visita effettuata presso i luoghi della sua diocesi, passando da Fulcignano, riferì di una iscrizione in greco e latino su di una lastra posta sulla facciata della vecchia chiesetta dedicata alla Vergine, ma che chiaramente proveniva da un altro edificio, probabilmente annessa alla chesetta. Infatti l’epografe parla di un “Protopapa Teodoro” che nel 1149 aveva fatto costruire un “ospizio” per i viaggiatori, cioè uno di quegli asili detti anche ospedali, che, posti lungo il percorso dei pellegrini durante il periodo medievale, offrivano assistenza e vitto agli stranieri di passaggio.
Da tale iscrizione si deduce che il casale era abitato da greci e che vi risiedeva una grossa comunità religiosa.
E’ probabile quindi che Fulcignano doveva essere un casale di notevole importanza.

Nel 1192 lo troviamo infeudato a Ruggero, conte di Lecce, che lo dona, insieme a Galatone, a Maurizio Falcone, signore di Fulcignano, molto probabilmente congiunto della Domina Luisa de Falconi de Furcignano, che nel 1208 divenne badessa in un convento di Lecce.
Successivamente è Aymarus di Guarnierius Alemannus il possessore di Zurfiniani, che, risulta anche in possesso dello scomparso feudo neretino d’Agnano.

In periodo svevo i feudi di Galatone e Nardò, passarono ai Gentile e più precisamente, nel 1212 a Simone, poi a Bernardo, quindi a Tommaso intorno al 1239. Nel 1266 passò all’ultimo Gentile, Simone e, dopo che venne giustiziato giustiziato a Nardò nel 1269, il feudo di Fulcignano passa all’ammiraglio angioino Filippo de Toucy. Con quest’ultimo feudatario Fulcignano venne staccato definitivamente le sue sorti feudali da Galatone. Nel 1273 il feudo passò a Gugliemo Brunello, le eccessive pretese fiscali del Brunello farà fuggire gli abitanti di Fulcignano. La fuga non ebbe successo perché il feudatario, mettendosi sulle loro traccie, li farà ritornare forzatamente nella sua proprietà. Il feudo si trasmetterà ai successori del Brunello (tra questi un Raullo Brunello presente al parlamento di Eboli il 2 agosto 1290, lo stesso che nel 1319 cederà a decima delle quote di Fulcignano). tra il 1314 e il 1352 il casale passa da uno svariato numero di feudatari: i de Caniano, i Capitignano di Taranto, i Palmieri nel 1348. Il 2 agosto 1352 Giovanni Mistretta lo vende Gialtiero VI di Brienne, conte di Lecce e duca d’Atene, che nel 1353 lo dà, insieme ad altri casali, a Filippo Sambiasi in cambio della terra di Carovigno. Forse in seguito ad una contesa tra Fulcignano e Galatone, intorno ai primi decenni del ‘300, la popolazione di Fulcignano emigrò, diminuendo notevolmente, mentre in precedenza il casale doveva essere piuttosto grande se aveva, nel contesto urbano, ben quattro chiese.

Mura perimetrali del Castello di Fulcignano- Galatone

Muro perimetrale del Castello di Fulcignano

Di esse, tuttavia, non vi è traccia, se non nei resoconti delle Sante visite dei Vescovi. Infatti, attualmente del casale rimangono solo i ruderi del castello e in particolare il muro
perimetrale a pianta quadrangolare, il vestibolo d’ingresso e, all’interno, l’atrio centrale divenuto giardino.

 

 

 

 

La porta d'Ingresso del Castello di Fulcignano - particolare

Porta dIngresso del Castello di Fulcignano – particolare

La porta d’ingresso è a sesto acuto, sormontata da una cornice e da un fregio elegante, quasi completamente cancellato dall’erosione.
Secondo il De Giorgi, “il portico a volta bassa con cordoni rilevati agli spigoli una qualche analogia col tempio galatinese di Santa Caterina d’Alessandria, costruito da Raimondello Orsini tra il 1385 ed il 1391, dovremmo essere indotti a datare il maniero alla fine del XIV secolo, all’epoca angioina”.
Benché sia ignota la data di nascita del castello, si conosce quella della sua distruzione.
Nel 1407 Fulcignano con Galatone, Parabita, Aradeo e numerose località vicine, furono donate da re Ladislao ad Ottino de Cariis, detto Mlacarne. Il re aveva acquistato il feudo di Grottaglie, acquisto che l’arcivescovo di Taranto (Alemanno Adimari) riteneva un’usurpazione ai danni della chiesa. All’ingiunzione di restituire Grottaglie, il De Cariis rispose occupando i territori. Fu il successore dell’arcivescovo Adimari che, rivolgendosi al principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini del Balzo, recuperò le terre usurpate e ne sottrasse altre al nemico, fra cui Fulcignamo.
Il Malacarne, rifuggiatosi nel castello fu assediato e sbaragliato e, durante l’assedio, il castello venne parzialmente abbattuto.

Venne quindi incorporato nei beni del feudatario di Galatone fino all’eversione feudale del 1806.

Attualmente il Castello, dichiarato monumento nazionale con D.M. 6/11/1967, è ancora di proprietà privata. Le amministrazioni comunali di Galatone che si sono succedute, hanno timidamente accennato all’acquisizione del monumento, ma non hanno mai avuto efficaci risultati.

 

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