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  • Terracotta salentina

    Terracotta made in Salento

    La Terracotta Salentina

    C’è sempre una relazione tra un manufatto e l’ambiente che ne fornisce la materia prima. Infatti, se la lavorazione della cartapesta possiamo circoscriverla nell’ambito del territorio leccese, l’arte figula salentina è diffusa un po’ in tutto il Salento, ma in particolare in quelle zone dove è possibile estrarre l’argilla: Nardò, Cutrofiano, Gallipoli e Ruffano.
    Questi centri sono stati, e lo sono tutt’ora, centri di grande produzione di manufatti in terracotta.

    E’ antichissima l’arte di lavorare questo straordinario elemento che la natura stessa fornisce, l’arte della ceramica e della terra cotta risale al terzo millennio a.C., ma alcuni manufatti risalgono addirittura alla preistoria e sono ora custoditi nei musei salentini. La produzione antica era a servizio degli usi casalinghi: piatti, scodelle, pignate per i legumi, fiaschi rivestiti di vimini. Per conservare l’olio c’erano i minzani.

    Terracotta salentina - le pignate
    le “pignate”

    Belle e funzionali sono le capase, cioè grandi contenitori a forma di anfore con manici, smaltati all’interno e destinati alla conservazione di cibi, ma in particolare di fichi secchi con le mandorle. Questi utensili sono quasi in disuso. La vita troppo frenetica non permette di maneggiare oggetti che hanno bisogno di cura. Ho detto quasi in disuso, perché c’è ancora chi, nel Salento, non rinuncia affatto alla bontà dei cibi cotti nelle pentole in terracotta e, se la regola del paese vuole che il giovedì si metta a tavola un bel piatto di legumi, allora una bella pignata, accuratamente accostata vicina al fuoco del caminetto sin dalla mattina presto per favorire la bontà della cottura lenta, è l’ideale per ottenere un sapore antico, genuino e unico.

     

    L’arte figula non si fermava solo a soddisfare le esigenze primarie, ma trovava ampia applicazione con la creazione di fischietti di qualsiasi forma e colore, ma dovevano essere realizzati ad arte, perché un fischietto aveva il compito di fischiare innanzitutto. i fischietti afoni venivano gettati via infatti! Non mancavano i pupazzetti, campanelle e oggettini
    vari che insieme ai fischietti costituivano i giocattoli per “bambini di una volta”.
    Di terracotta sono fatte le tegole che qui da noi, nel dialetto locale, si chiamano l’imbrecci e i personaggi che ancora oggi popolano i presepi salentini.
    Oggi l’arte figula si è evoluta, famose sono le produzioni di Nuova Colì e Benegiamo a Cutrofiano, dove è possibile arredare la propria casa con oggetti di uso comune come piatti, bicchieri, brocche, vassoi, ma anche con ceramiche di grande valore artistico destinate ad abbellire le proprie case donandone un tocco di classe. Tra l’altro è interessante sapere che il nome stesso del paese, Cutrofiano appunto, è antichissimo ed è di origine greca. Composto da “Cutra” che vuol dire vaso e dal verbo “fio” che vuol dire fabbricare. Quindi vuol dire che Cutrofiano è da sempre riconosciuto come il paese dei vasi di terracotta e ceramica.

    Ma nel Salento anche i piccoli artigiani si fanno valere! Nei piccoli e sconosciuti laboratori di ceramica, “nascosti” in piccoli paesini, c’è un fermento da fare invidia alle grandi fabbriche! Lu mesciu, da solo produce una grande quantità di oggetti e ogni pezzo passa dalle sue mani e dai pochi attrezzi da lavoro. Tutti gli articoli sono diversi l’uno dall’altro e in ogni oggetto imprime la sua creatività e passione. Le loro creazioni sono uniche, affascinanti ed emozionanti. Sono sensazione che sperimento ogni volta che entro nel laboratorio di Ornella, una donna di origini ligure. Lei, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di trasferirsi nel Salento e le sue produzioni artistiche riportano sul retro il luogo di produzione e cioè “made in Salento”, perché, come dice lei: “io ormai salentina suntu”! Ma di lei e delle sue particolari produzioni vi racconterò un’altra volta!

     

    Un’anteprima delle ceramiche di Ornella


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